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Actualities: Repertory of the sanctuaries from Lazio

September 5, 2013

Researching in the beautiful neoclassical building of the British School at Rome, I found a very interesting, and useful book. Written by Letizia Ceccarelli and Elisa Marroni and appeared in the series of “Archaeoloica Perusina” (nr. 19, Archaeologica series 164) under the auspices of the Giorgio Bretschneider Editure, the “Repertorio dei Santuari del Lazio“(626 p.) is a monumental work in his domain.

The book is presenting the sacral topography of 29 Roman towns in Lazio (without Rome of course).  The preface is written by the Nestor of Italian archaeology, Mario Torelli. Every chapter has a similar structure, presenting shortly the topography (and indirectly by the rich bibliographical references, also the historiography) of the city, than the sanctuaries known from ancient literature, epigraphic sources and archaeologically attested buildings. Many of the sanctuaries are represented by their plan or reconstruction. The book doesn’t contain pictures, doesn’t present the Oriental cult – places and doesn’t analyse the role and archaeological material of the sanctuaries. As the book titles shows, it is really a crowded, very concise and useful repertory.

Short description of the book in Italian:

L’opera, un repertorio dei tanti luoghi di culto del Lazio antico, trova urgenza e motivazione nella grande quantità di nuovi dati sulla religione latina di età arcaica e repubblicana acquisiti sia attraverso i numerosi importanti ritrovamenti che si sono avuti in questi ultimi anni – frutto di progetti di ricerca mirati –, sia attraverso la riconsiderazione di siti già noti, ma sinora non analizzati in modo esauriente. 
Da qui l’obiettivo delle autrici di fare il punto della situazione e nello stesso tempo proporre una documentazione completa ed aggiornata che possa essere la base per ogni ricerca futura sull’argomento. 
Ogni santuario viene presentato nel contesto storico e topografico di appartenenza, con piante e rilievi grafici; in ogni scheda si fa riferimento ai culti attestati rispettivamente dalle fonti letterarie, dalle epigrafi e dalla documentazione archeologica. Viene ripercorsa la storia delle scoperte, presentate e riconsiderate le diverse ipotesi degli studiosi, valutata l’attribuzione delle divinità. Una attenzione particolare è dedicata ai depositi votivi nella convinzione che lo studio di questi materiali sia indispensabile alla comprensione della vita religiosa che si svolgeva negli stessi santuari. 

Recension in Histara: HERE

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From → Actualities

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